Impariamo la grafica: i termini più comuni

Imparare la grafica e i termini più comuni del glossario

Quante volte avrai provato a seguire un tutorial online, una guida di grafica, oppure semplicemente a scaricare un template già pronto per i tuoi canali social ma ti sei ritrovata/o bloccato perché non conoscevi alcuni termini comuni della grafica?

Oppure hai contattato un professionista per commissionargli il design del tuo logo e stentavi a capire cosa ti diceva?

E’ normale, perché la grafica, come qualsiasi altro settore professionale, è un oceano di competenze complesse e di termini tecnici per addetti ai lavori.

Se è vero che un professionista come me può aiutarti, senza dover impazzire a studiare un settore che non è il tuo, è anche giusto conoscere dall’esterno qualche informazione in più che comunque potrebbe esserti utile, in un mondo così digitale e visual come il nostro.

D’altronde tutto ormai è grafica, se ci pensi: dalle immagini che utilizzi e modifichi sul tuo smartphone, alla foto profilo su Instagram e Facebook. Senza dimenticare il tuo biglietto da visita, o gli sticker che invii su Whatsapp.

Vediamo allora come raccapezzarsi con un linguaggio tecnico così specifico e conoscere i termini più frequenti del glossario della grafica: leggi bene questo articolo per avere una panoramica sulle parole più utilizzate!

Grafica vettoriale

La grafica vettoriale è la mia passione: con essa, infatti, è possibile creare forme “perfette” e facilmente scalabili, cioè ridimensionabili a piacimento senza perdere mai di qualità!

Mentre una foto vera e propria non potrà mai essere vettoriale, perché composta da pixel, un logo o un’illustrazione creata con un programma professionale e che supporta i vettori potrà essere ingrandita o rimpicciolita come vuoi tu mantenendo sempre intatti i suoi dettagli.

La grafica vettoriale può essere sì utilizzata anche per il web, anche se convertita in un formato adatto (ad esempio esportando l’immagine in .png, .jpg, .gif ecc…) ma non indispensabile. Potrai cioè avvalerti di un’immagine originariamente creata in vettoriale per il tuo sito web e per i tuoi social, che poi però dovrà avere un formato idoneo per essere pubblicata e visualizzata a video (perdendo così le caratteristiche vettoriali).

Se invece parliamo del tuo logo, non c’è scampo, come ti ho già detto in altri articoli: dovrà essere per forza in vettoriale se vuoi che sia un logo professionale e facilmente riutilizzabile.

La Grafica vettoriale si utilizza per creare il logo design di un brand.

Guarda anche:

Anche un’illustrazione che vuoi stampare su materiali cartacei è meglio che sia in vettoriale.

Il programma migliore e più comunemente usato per la grafica vettoriale è Adobe Illustrator, che viene distribuito con licenza ed è uno strumento altamente professionale.

Se vuoi provare ad utilizzarlo, segui questa guida per creare una texture oro con Illustrator:

I file nativi di Illustrator sono in formato .ai e potranno essere editati esclusivamente dal programma. Allo stesso tempo, Illustrator ti permette di esportare i suoi file in altri formati per diversi contesti e utilizzi.

Risoluzione e dpi

Se hai già stampato una foto, ti sarai sicuramente imbattuta/o nella risoluzione.

La risoluzione è la qualità dell’immagine: più alta è la risoluzione, più facile sarà che l’immagine abbia un ottimo risultato una volta stampata.

Se pensi di stampare una foto a bassa risoluzione, preparati: otterrai un’immagine probabilmente sgranata o comunque rovinata.

Per sapere quale risoluzione ha una foto o un’immagine devi verificare i dpi, cioè punti per pollice. Di solito un’immagine per il web ha una risoluzione piuttosto bassa, cioè 72 dpi, un’immagine per la stampa o ad alta risoluzione ne ha 300.

Se è vero che un’immagine a 300 dpi può essere ridotta e compressa a 72 con estrema facilità, avvalendoti di programmi di grafica, l’inverso è praticamente impossibile: partendo da una foto a 72 dpi non sarà possibile convertirla a 300, neppure con programmi professionali. E’ come se avessi sfornato un muffin, non potrà di certo diventare una torta a meno che non ricrei da capo tutto l’impasto e utilizzi una quantità maggiore di ingredienti. Da una torta, invece, potrai ricavarne con facilità una fetta.

Fai quindi attenzione a questo aspetto quando crei le tue immagini.

Per verificare la risoluzione della tua immagine hai diversi strumenti a disposizione, tanto che non mi è possibile elencarli tutti. Se hai installato Photoshop ti basterà scegliere “Dimensione immagine” e dare un’occhiata nella finestra apposita che ti indica una serie di informazioni, mentre su un qualsiasi computer dovrai verificare le proprietà relative all’immagine.

La finestra di Photoshop che ti permette di sapere le informazioni chiave di un’immagine: le dimensioni e la risoluzione

Se vuoi invece aumentare la risoluzione delle foto scattate dal tuo smartphone, ammesso che te lo conceda, dovrai cambiare le impostazioni.

CMYK vs RGB

Anche qui affrontiamo la differenza tra un’immagine per la stampa e una per il web.

CMYK è l’acronimo di Cyan, Magenta, Yellow e Black, i colori cioè della quadricromia e utilizzati in un’immagine affinché venga correttamente stampata.

Il ciano, il magenta, il giallo e il nero sono i colori della quadricromia e nella grafica vengono utilizzati per creare immagini e file da stampare

RGB, che sta per Red, Green e Black sono i colori per il web, quindi visualizzabili a schermo.

Le sfumature della quadricromia e la vivezza sono inferiori rispetto a quelli RGB, ecco perché un’immagine in CMYK ti apparirà a video leggermente più spenta rispetto alla stessa in RGB.

Il passaggio da CMYK a RGB e viceversa può essere tranquillamente eseguito con un programma professionale, anche se è meglio che se ne occupi un professionista per evitare spiacevoli sorprese.

Font e carattere tipografico

Prima di tutto, devo dire la verità: font, in italiano, è femminile, quindi andrebbe scritto la font.

Più volte nei mie articoli su questo blog mi sono permessa di scrivere il font o i font, sapendo di far rizzare i capelli a qualche mio collega. In realtà ho volutamente scelto il maschile perché so che è quello più compreso e utilizzato dai mie lettori. Non solo: in ambito informatico anche l’Accademia della Crusca ammette il maschile.

Un altro errore comune è credere che font e carattere tipografico siano la stessa cosa.

In realtà il carattere tipografico è ad esempio Arial, Helvetica, Lato, ecc… mentre il font sono i diversi stili in cui si declina il carattere tipografico.

Lato è un carattere tipografico, il o la font sono i suoi stili

Quindi, all’interno dello stesso carattere tipografico, avremo probabilmente (non sempre accade, purtroppo) una famiglia di font.

Con il massiccio utilizzo dell’inglese per i termini della grafica la differenza è andata pian piano sfumando.

I colori Pantone

Avrai senza dubbio sentito tanto parlare di Pantone e la sua mazzetta di colori.

Pantone è infatti un’azienda americana che ha creato un sistema per catalogare in modo univoco e attraverso un codice universale i colori, in modo da non avere perplessità e differenze in fase di stampa.

Ti stupirai della varietà e delle infinite sfumature di una mazzetta Pantone, che peraltro viene arricchita di anno in anno.

I colori Pantone sono quindi espressamente dedicati alla stampa, ma grazie al successo presso i non addetti ai lavori potrai talvolta trovare la “traduzione” di un colore Pantone per il web, quindi in RGB.

Se vuoi stampare il tuo logo con i colori Pantone, ti consiglio di chiedere aiuto ad un professionista, ma attenzione: l’operazione di stampa potrebbe essere più costosa del previsto.

Il layout

Il layout è la struttura visiva che avrà un impaginato o un sito web.

E’ una rappresentazione di come i diversi elementi grafici occuperanno gli spazi all’interno di una composizione più ampia.

Di un layout solitamente (ma non necessariamente) fa parte:

  • il logo;
  • le intestazioni;
  • immagini e foto;
  • i testi;
  • eventuali pié di pagina, ecc…
Il layout è una rappresentazione visiva di come gli elementi grafici verranno gestiti nello spazio di un impaginato o comunque di una più ampia composizione grafica.
Un esempio molto semplice di layout

Il layout potrà essere sia una bozza vera e propria, in cui agli elementi grafici vengono assegnati degli spazi, sia una versione più fedele e dettagliata del risultato finale.

I formati di immagine più comuni

Avrai forse già dimestichezza con i formati di immagine per il web, e cioè:

  • .PNG: questo tipo di immagini è da tempo largamente utilizzato per il web. Nonostante comprima l’immagine, ha diversi vantaggi tra cui la mancanza di perdita di informazioni dell’immagine e il fatto che supporta la trasparenza, a differenza del .jpg. Se hai quindi bisogno di avere una foto con uno sfondo trasparente da pubblicare online, avrai bisogno di una .png.
  • .JPG o JPEG: è un tipo di compressione dell’immagine lossy, cioè con una leggera perdita di informazioni, soprattutto in caso di più editing e rielaborazioni della stessa immagine. Non supporta le trasparenze, quindi per la tua foto senza sfondo non potrai utilizzare il formato .jpg. Per il tuo sito web, per i tuoi social o per le tue belle foto il .jpg andrà benissimo.
  • .GIF: dopo un periodo di abbandono, il formato .gif è tornato in auge grazie alle immagini animate sui social. Le immagini .gif sono piuttosto leggere, anche perché supportano fino ad un massimo di 256 colori e anche la trasparenza. Il formato .gif non è idoneo per le foto, ad esempio, che hanno bisogno di maggiori dettagli e sfumature cromatiche, ma vanno bene per piccole e semplici illustrazioni e per le immagini animate: con Photoshop potrai creare delle animazioni gif composte da più livelli, come si vedono spesso sul web.
  • .EPS: I file di questo formato, a differenza degli altri visti finora, contengono immagini vettoriali e quindi solitamente sono creati con programmi di grafica professionali come Illustrator. Un file .eps serve a contenere una grafica vettoriale e a trasferire il file più facilmente. Per editarlo, sarà necessario un programma appunto dedicato come Illustrator.
  • .SVG: è un formato molto interessante perché preserva un’immagine vettoriale anche se pubblicata sul web, quindi mantenendone la scalabilità. E’ particolarmente indicato in questi ultimi anni in virtù dell’evoluzione tecnologica e della necessità di scalare un’immagine a seconda del dispositivo in uso dall’utente, senza perdere di qualità. Un logo in .svg, quindi, sarà perfettamente visualizzabile a schermo intero sul browser di un Mac o su uno schermo di uno smartphone. In più, le immagini in .svg sono più leggere degli altri formati.
  • .AI: Questo è un file nativo di Illustrator, cioè un file vettoriale creato direttamente dal programma. Di conseguenza, potrà essere modificato esclusivamente da Illustrator, mentre potrai aprirlo e incorporarlo in un altro file di grafica anche in Photoshop.
  • .PSD: E’ una estensione di file di proprietà di Photoshop e quindi sarà un’immagine composta (nella maggior parte dei casi) da più livelli. Come tutti i file nativi, potrai modificarlo ed editarlo solo con Photoshop, e aprirlo e incorporarlo eventualmente in un altro file in Illustrator.

Brand Identity

L’identità del tuo Brand è un aspetto fondamentale quando vuoi promuovere la tua attività.

E’ quell’insieme di elementi grafici e non che rendono subito riconoscibile il tuo brand agli occhi del pubblico ed è una delle prime fasi del marketing che dovresti curare.

Anche se la Brand Identity non è composta solo da elementi grafici, qui voglio soffermarmi in particolare su quelli, che sono:

  • il logo;
  • la palette di colori;
  • carattere tipografico e font;
  • biglietti da visita, carta intestata;
  • eventuale packaging;
  • eventuale utilizzo delle foto.

Vuoi conoscere un altro termine del glossario della grafica?

Abbiamo visto una veloce carrellata dei termini più comuni nel glossario della grafica, quelli con cui più facilmente ti potresti trovare faccia a faccia.

In realtà, come ti immaginerai, ce ne sono tanti altri man mano che ci si addentra nel livello di competenze.

Se hai una curiosità o un altro termine che hai incontrato e vorresti approfondire, lo aggiungerò volentieri nell’articolo: fammelo sapere nei commenti!

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