Perché dovresti cambiare il logo design

Perché cambiare il logo design della tua azienda: 6 ragioni per ripensare la comunicazione del tuo brand

Il design del tuo logo è una delle prime cose da creare e progettare quando si avvia una nuova attività. Viene spontaneo pensarci subito perché giustamente è il primo e il principale tassello che compone l’identità di un brand.

Ho già parlato della creazione di un logo e della sua importanza, ma in questo articolo voglio aiutarti a capire se è arrivato il momento di cambiare il tuo logo design e quali sono i segnali che dovrebbero spingerti a ripensare la tua identità.

Non è raro che anche le grandi aziende decidano di cambiare logo, e vedremo degli esempi famosi.

Bisogna però chiarire che un conto è il restyling di un logo, cioè modificare il logo design in alcuni dettagli, e un altro è operare un rebranding, cioè una modifica sostanziale e più complessa di tutta l’identità aziendale staccando completamente col passato. Con il rebranding va ripensata tutta la comunicazione di un brand.

Non sempre però cambiare è sinonimo di approvazione, anzi. Cambiare un marchio popolare, a cui le persone sono abituate e affezionate, incontra spesso una certa resistenza. Ma è normale.

Non devi certo basarti su sensazioni personali ed emotive!

Se il tuo problema è semplicemente che ti sei stufata/o del tuo logo, o che improvvisamente hai avuto un’altra idea per migliorare il suo design, non è detto che sia una ragione sufficiente per cambiare.

Vediamo allora le ragioni più concrete che potrebbero spingerti a cambiare il logo design del tuo brand.

1. Hai un logo datato

Il design si evolve e segue gli sviluppi anche esterni della cultura e della società. Non c’è nulla di statico ed eterno, soprattutto se pensi a quanti cambiamenti abbiamo vissuto solo negli ultimi dieci anni.

La tua azienda è nata negli anni ’90? Trent’anni di attività sono un bel traguardo e chissà quanti cambiamenti avrai attraversato. E’ probabile che il tuo logo, figlio dell’epoca degli esordi, non sia più tanto attuale.

Può essere che i colori o alcuni elementi grafici continuino a rispecchiare l’anima del tuo brand. In questo caso potresti pensare ad un restyling del logo che ne conservi il messaggio principale ma che dia una spolverata ad uno stile ormai tramontato. Quindi con un restyling del tuo logo vestiresti con abiti più “alla moda” la tua identità aziendale.

Se invece la tua attività ha cambiato volto, perché hai introdotto sostanziali novità, nuovi valori, hai anche cambiato target di clienti o è finalmente cresciuta sotto diversi punti di vista, anche interni alla struttura aziendale, potresti voler rivoluzionare più in profondità la sua identità. Ecco che in questo caso il rebranding è la scelta migliore.

Il logo di Instagram e Pepsi

Due esempi famosi sono il logo di Instagram e Pepsi.

Quando Instagram è stato acquistato da Zuckerberg, una delle prime novità è stato rivoluzionarne il logo.

Tutti probabilmente ricordano il vecchio logo che raffigurava una polaroid e aveva un tocco un po’ vintage.

Cambiare il logo design dell'azienda: l'esempio del logo di Instagram
Il logo design di Instagram prima e dopo il redesign

Gli utenti soffrirono non poco del cambiamento, abbastanza radicale, che travolse il logo di Instagram. D’altronde la popolare app si stava evolvendo su più fronti e stava introducendo nuove e importanti funzionalità.

Dopo un primo momento di critiche e resistenze, il nuovo logo di Instagram è entrato ormai nel cuore e nella mente dei suoi utenti ed è infatti una sintesi innovativa del messaggio principale del social.

Pepsi ha visto gli albori addirittura alla fine dell’800, nascendo con il nome di Pepsi-Cola.

Naturalmente il suo logo, progettato agli inizi del 900, rifletteva lo stile dell’epoca e ha visto sostanziali cambiamenti per tutto il secolo, fino all’ultimo restyling, poco più di 10 anni fa. Ora il logo attuale non ha nulla a che vedere con il logo dell’esordio, ma incarna molto bene lo spirito attuale, energico e giovane, della famosa bevanda.

2. Il tuo logo design piace a te ma non funziona

Questo è un errore di cui non sempre è facile essere consapevoli.

Mi è capitato di lavorare su loghi già progettati che non erano assolutamente lo specchio del cuore dell’azienda. Piacevano molto ai titolari perché magari avevano degli elementi gradevoli o riportavano dei dettagli già visti altrove.

Un logo deve prima di tutto funzionare e non semplicemente riflettere i tuoi gusti o corrispondere ai tuoi canoni estetici. Un logo bello non equivale ad essere il logo giusto.

La trappola del “mi piace e lo scelgo” purtroppo scatta anche quando sei tu, in prima persona, ad occuparti della progettazione del logo. Perché se può essere fattibile avere il giusto distacco quando si tratta di giudicare gli altri, è molto difficile essere obiettivi con sé stessi.

Se non sei sicura/o del tuo logo design, potresti pensare di fare un sondaggio nella tua cerchia di contatti e chiedere cosa ne pensano in relazione al tuo business. Chiedere un parere a quattro o cinque persone che conoscono da vicino la tua realtà è già un buon inizio.

Se scopri che in effetti il logo è ben fatto ma non rispecchia il tuo business, chiedi aiuto ad un professionista per riparare.

3. Il tuo logo non è responsive

Si parla tanto di siti responsive, cioè siti web che si adattano alla navigazione sui diversi dispositivi anche mobili, ma si parla forse meno dei loghi responsive. E sono sempre più popolari e più utilizzati, senza che te ne rendessi conto.

Un logo responsive deve adattarsi a spazi diversi (spesso ristretti rispetto allo schermo di un computer fisso o di una carta da lettere), eliminare tutto il superfluo come elementi grafici ma anche scritte, sintetizzare il simbolo pur mantenendo la sua riconoscibilità e unicità.

A proposito…Se hai bisogno di aiuto io ci sono!

Un logo responsive è pensato per essere un simbolo chiaro e veloce da capire, anche se ridotto a pochi millimetri in un angolo dello smartphone.

E’ un logo flessibile e in grado di essere riconoscibile ovunque.

Anche i colori potrebbero subire una variazione se declinati nella versione responsive così come la scelta del font.

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Se pensi che sia una moda riservata ai grandi marchi, ti sbagli. Sempre più avrai la necessità di sintetizzare il tuo logo perché sia adatto ai diversi schermi e facilmente posizionabile in spazi ridotti, perché questo è il futuro ma ormai anche il nostro presente.

Il logo Volkswagen

Un esempio di restyling di un logo per rispondere ai molteplici utilizzi e per adattarsi ai diversi schermi è quello del marchio Volkswagen. Per la verità sono davvero tanti gli esempi degli ultimi tempi, proprio per rispondere alle esigenze responsive, ma questo è quello più recente.

Quando è il momento di cambiare logo: l'esempio del logo Volkswagen, molto più flessibile rispetto al passato grazie al logo design che punta tutto sul marchio
Il nuovo logo Volkswagen è flessibile e adatto alle applicazioni digitali grazie al flat design

Alla base del cambiamento, come rivelato dall’azienda stessa, c’è il bisogno di essenzialità, flessibilità e chiarezza. Grazie al flat design utilizzato per il nuovo logo, Volkswagen punta dritto alle applicazioni digital.

4. Il tuo logo design non è originale

Hai bisogno di farti notare, non di appiattirti con un logo che richiama alla mente concetti ed elementi già visti un miliardo di volte.

Può essere che certi simboli ti sembrino chiari e che comunichino facilmente il tuo brand e i suoi valori. In realtà non stai dicendo nulla di nuovo ma stai solo ripetendo le stesse parole di tanti altri.

E stai rischiando di confonderti nella folla e confondere i tuoi clienti.

Vuoi degli esempi generici? Eccone alcuni:

  • silhouette stilizzate umane, in varie forme;
  • anelli, cerchi e sfere;
  • frecce e grafici;
  • cornici quadrate e rettangolari;
  • foglie e alberi stilizzati.

Ogni settore ha generalmente una serie di simboli associati e già “abusati”, quindi dovresti fare attenzione e ricercare sempre originalità e unicità.

Anche nel caso volessi acquistare un logo template, ad esempio, potresti cadere in questo errore.

La mossa giusta è sempre quella di rivolgerti ad un professionista.

5. Il tuo logo non è vettoriale

Su questo punto non ci sono scuse.

Se hai creato il tuo logo design pensando solo al tuo sito web e al tuo blog, ad esempio, magari utilizzando una piattaforma online, purtroppo non hai fatto la scelta migliore.

Un logo deve sempre essere progettato in vettoriale. In questo modo, non solo sarà più semplice pensare ad un restyling in futuro, ma potrai utilizzare il tuo logo su diversi materiali e stamparlo con facilità ovunque, senza perdere mai di qualità.

Se non sai come muoverti per trasformare il tuo logo in vettoriale, hai due possibilità: ti impegni a studiare i programmi professionali di grafica come Illustrator oppure vai sul sicuro e risparmi tempo chiedendo il mio aiuto.

6. Il tuo logo design non parla del tuo punto di forza

Quando si comincia la fase di progettazione di un logo ci può essere un po’ di confusione.

Per esperienza con i miei clienti, ho notato che spesso si vuole mettere in luce una molteplicità di aspetti legati al proprio business e si fatica a concentrarsi su uno in particolare.

Mi sono anche resa conto che le persone tendono a evidenziare caratteristiche generiche del proprio business come affidabilità, serietà, professionalità, puntualità e via dicendo.

Pur essendo senza dubbio delle virtù, è anche vero che sono caratteristiche vaghe e attribuibili più o meno a qualsiasi business. Chiunque ti dirà di essere serio, affidabile, professionale e non sta dicendo nulla di nuovo per distinguersi.

Puntare invece su un unico e particolare punto di forza per il proprio logo design è la strada migliore da seguire, anche se non sempre è la più facile. Se stai lanciando la tua nuova attività, sarà forse più difficile riuscire a comunicare subito il tuo asso nella manica. Questo perché i punti di forza si evolvono ed emergono nel tempo.

Se hai ben chiaro in mente una caratteristica distintiva ed unica del tuo business, parti da quella per creare il design del tuo logo.

Il logo YouTube

Sono state diverse le ragioni che hanno spinto YouTube, nel 2017, a ridisegnare il proprio logo. Prima fra tutte l’esigenza della responsiveness, come dicevamo al punto 3.

Ma c’è stata anche la necessità di portare in primo piano l’essenza della famosa piattaforma video, cioè il pulsante “play”.

Nella mente degli utenti, infatti, quel pulsante rosso è sempre stato il vero protagonista della piattaforma e la sua unica e vera voce.

Da elemento e parte fondamentale dell’interfaccia, ora è diventato il simbolo unico dell’applicazione.

“E’ un’evoluzione, non una rivoluzione”, così i creativi di YouTube hanno spiegato il nuovo logo.

Hai deciso se è ora di cambiare logo?

Cambiare il simbolo e il volto del tuo business è una strategia di comunicazione importante. Come dicevo all’inizio, le novità non sempre (anzi, quasi mai) piacciono al pubblico.

Non ti devi spaventare: se è vero che cambiare può essere un po’ rischioso, è anche vero che non cambiare mai è molto peggio.

Mostrarsi sempre identici, statici, immutati può dare l’impressione di un business troppo vecchio, poco al passo con le evoluzioni del settore e molto poco competitivo.

Vuoi parlare dell’esperienza col tuo logo? Scrivi un commento qui sotto!

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